San Valentino

Un mese fa ho organizzato uno swap:
Il cuore dell 'amicizia
Il mio cuore é in viaggio per la mia compagna di scambio....
Bisognava abbinare una storia d amicizia famosa , perché l amore è anche amicizia.


Succede rare volte nella vita che una persona ti prenda esattamente per quello che sei -per tutto quello che sei- e non se ne lamenti, non ti accusi, non te lo faccia pesare.

Succede rare volte e quando la incontri non lo capisci subito.

Non capisci subito che quella persona lì non se ne andrà mai. E che puoi essere così come sei perché in ogni caso quella persona saprà leggere oltre le mille maschere che porti. Non lo capisci subito, semplicemente impari a conoscerla, un giorno alla volta.

Era successo questo a Sara e Zoe. Si erano conosciute in prima superiore, all’inizio della loro adolescenza. Sara era espansiva e solare, un uragano di vita. Aveva una massa di capelli ricci e biondi, gli occhi azzurri e un corpo che somigliava già a quello di una donna. Zoe, invece, era introversa e riservata, guardava il mondo di sottecchi e lo dipingeva sul suo blocco notes. Era esile e longilinea, coi capelli lunghi e neri. Ognuna aveva qualcosa che all’altra mancava. Non avrebbero potuto essere più diverse ma, allo stesso tempo, non avrebbero potuto attrarsi di più.

L’adolescenza, si sa, è l’età della “migliore amica”. Sono gli anni in cui si costruiscono quelle relazioni così intense ed esclusive. Gli anni in cui si fa tutto insieme. Gli anni in cui ci si imita, per acquisire quella sicurezza che ci manca. Gli anni in cui amicizia è stare insieme, senza uno scopo preciso, a parlare. Parlare di come si è e di come si vorrebbe essere; parlare delle strategie per farsi notare da un ragazzo e del perché è proprio lui a piacerci e non un altro; parlare per lamentarsi dei propri genitori, troppo severi, troppo invadenti, troppo distanti; parlare del proprio corpo che cambia o che, al contrario, stenta a cambiare. Si passano ore a parlare e a condividere segreti, ci si confida e ci si rassicura, ci si sente finalmente capite. L’amicizia in adolescenza è quel tipo di relazione che ci permette di cercare e capire chi siamo e che ci accompagna nella costruzione della nostra identità.

E Sara e Zoe non facevano eccezione. Sempre insieme, invincibili. Affrontavano il mondo, forti l’una della presenza dell’altra. Si raccontavano tutto, certe di essere capite.

E l’adolescenza era passata. Sara e Zoe erano cresciute e la loro amicizia aveva perso quel carattere di esclusività e “simbiosi”. Per dirla con le parole di Plutarco

NON HO BISOGNO DI UN AMICO CHE CAMBIA QUANDO CAMBIO E CHE ANNUISCE QUANDO ANNUISCO; LA MIA OMBRA LO FA MOLTO MEGLIO.

Le loro aspettative reciproche erano più realistiche e meno idealizzate. Il loro rapporto aveva lasciato spazio alle loro individualità e avevano imparato a conoscersi di nuovo, non per quello che una rispecchiava dell’altra ma per l’identità che ognuna aveva acquisito anche grazie all’altra. Avevano imparato ad apprezzare ogni loro sfumatura, per quanto scomoda. E a stimarsi. E ad avere fiducia l’una dell’altra, che per Zoe soprattutto non era cosa facile perché non era certo una che si buttava a capofitto nel voler bene a qualcuno o che si lasciava conoscere davvero. La loro amicizia non era più uno strumento per avere uno specchio di se stessa che confermasse le scelte l’una dell’altra, ma era diventato uno scambio, un confronto. Ognuna con le proprie vite. Avevano imparato che anche quando erano in due parti del mondo diverse c’erano lo stesso l’una per l’altra. Avevano imparato che la vera amicizia non consiste nell’essere inseparabili quanto piuttosto nel riuscire a separarsi senza che questo cambi qualcosa. Avevano scoperto che pur avendo fatto scelte diverse il loro rapporto non si era allentato, era solo cambiato. Avevano scoperto che essere amiche voleva dire non essere amiche “se…”, ma essere amiche “nonostante”.

Questo sono Sara e Zoe: una storia di vera amicizia. Un’amicizia che si sviluppa negli anni, intrecciando due destini, a dispetto della vita.

Non esistono moltissimi studi psicologici sull’amicizia e non è stato ancora affrontato il problema di come distinguerla dalle altre forme di amore. Quello che però confermano quelli esistenti è l’importanza dell’amicizia per il nostro benessere psicologico in tutto l’arco della nostra vita in termini di sostegno sociale e benessere emozionale e identitario. Nonostante durante il nostro ciclo di vita gli amici cambino e cambi anche il valore che attribuiamo all’amicizia stessa, ogni tanto succede che qualcuno ti prenda per mano e non ti lasci più, anche quando molli la presa: per me questa è la vera amicizia, quella che quando voli troppo in alto o quando stai sprofondando tiene la presa e ti fa rimanere te stesso, ti aiuta ad avere radici senza impedirti di volare.

G. De Anna


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