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lunedì 18 maggio 2020

Violetta di Parma







Buonasera raggi di luce!! Oggi abbiamo l appuntamento con la viola del pensiero o violetta, La violetta è un fiore spontaneo che sboccia a inizio primavera, donando un inconfondibile colore a tutte le nostre campagne, piccola pianta dai fiori grandi !
.Dovete sapere che dai fiori della violetta maturano i frutti, minuscole capsule di forma sub-globosa. A piena maturità si aprono in senso longitudinale e fanno fuoriuscire i semi. Questi sono numerosi, di colore bruno-chiaro, forma tondeggiante e ricchi di un olio essenziale chiamato strofiolo.
Dei semi sono particolarmente ghiotte le formiche, che li prelevano dal fiore contribuendo così alla sua disseminazione (mirmecoria).
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Ma vediamo quali sono gli utilizzi classici e moderni dei fiori della violetta.

Tintura

Anticamente dai petali si otteneva una preziosa tintura, con la quale veniva misurata la reazione del pH empiricamente.
Questa tintura aveva la funzione di reattivo chimico e funzionava come una cartina al tornasole. La reazione acida di una soluzione era quella in rosso, la basica in verde.

Profumo
La violetta era molto ricercata in profumeria per l’estrazione della sua essenza, dalla quale si otteneva il celebre profumo Violetto di Parma. L’essenza veniva ricavata con il metodo dell’enfleurage, alternando le viole a lastre con strati di grasso per meglio assorbire gli effluvi, che dopo venivano separati con solventi. Da 100 kg di fiori si ricavavano solo 50 g di essenza pura di violetta, motivo per cui
il profumo ottenuto era molto costoso.



LA VIOLETTA DI PARMA


La storia, è di quelle che, se raccontate, sembra fatta di pennellate nelle tinte tenui della bella fiaba, del mito inossidabile che non cede mai ai segni dell'età. E' la storia della violetta di Parma, forse uno dei profumi più datati, ma anche dei più noti in tutto il mondo, frutto di una perizia artigianale che sa vestirsi di sensibilità ed eleganza e che, forse proprio per questo, rappresenta un ricordo incancellabile nel cuore di tutti i parmigiani. E non solo nel loro.
Per capire le origini di questo prodotto artigianale tanto originale quanto famoso e prezioso, occorre andare indietro nel tempo, alla prima metà dell'Ottocento, esattamente a quando, tra il 1816 e il 1847, la sovrana austriaca Maria Luigia, seconda consorte dell'imperatore Napoleone Buonaparte, divenne amatissima reggente del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla. Lei, che seppe conquistare le simpatie, la fiducia e l'affetto dei parmigiani grazie al suo governo attento e saggio, aveva una debolezza alla quale non sapeva proprio resistere: quella per la violetta, un fiore delicato e gentile, il cui profumo inconfondibile non è mai invadente, ma sempre raffinato, leggiadro, fine.
E allora non stupisce che, poco dopo il suo arrivo a Parma, Maria Luigia si sia data un gran daffare per diventare una vera botanica e darsi personalmente alla coltivazione delle violette. Anzi: la sua passione era così forte che non solo le curava nel giardino della residenza estiva di Colorno, ma fece realizzare l'Orto Botanico di Parma per potersene occupare anche quando risiedeva nel capoluogo del Ducato.
La dolce sovrana amava così tanto le viole che non esitava a dipingerne una sulle sue lettere in sostituzione della firma, e di colore viola era solita vestirsi e far vestire i suoi valletti e i cortigiani. Tanta accorata passione non poteva non portare a frutti imperituri: per soddisfare le sue richieste, i frati del Convento dell'Annunciata si misero di buzzo buono con alambicchi ed esperimenti finchè non riuscirono a estrarre, dalla viola e dalle sue foglie, un'essenza profumata veramente uguale a quella che ha il fiore in natura. Era nata così la violetta di Parma, ancora oggi profumo simbolo della bella città emiliana.
A lungo quell'aristocratica essenza rimase un'esclusiva di Maria Luigia: una formula segretissima studiata solo per lei e solo a lei destinata. Poi, quando l'astro della Duchessa inevitabilmente declinò, i frati pensarono che fosse venuto il momento di allargare la rosa degli eletti che potevano profumarsi con quell'aroma inimitabile e squisito. Fu così che, nel 1870, Ludovico Borsari ne venne in possesso e iniziò a produrre artigianalmente quello stesso profumo con l'idea di venderlo al pubblico. Forse nemmeno lui poteva immaginarlo, ma il successo della sua iniziativa travalicò i confini d'Italia e persino d'Europa: il suo laboratorio divenne presto la prima grande industria italiana di profumi. E la violetta di Parma uno dei gioielli del made in Italy.
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